LE MASCHERINE NON SONO TUTTE UGUALI

Facciamo chiarezza su questo argomento che ormai da mesi (purtroppo) ci sta accompagnando da molto tempo (e lo farà ancora per altri mesi)

Prevenire è sicuramente meglio che curare. E’ scientificamente provato che la mascherina (unita al distanziamento sociale) è una efficace protezione per prevenire l’infezione e ridurre la diffusione del Virus Covid-19.

Ecco tutte le TIPOLOGIE DI MASCHERINA attualmente in commercio:

MASCHERINE CHIRURGICHE

Sono dei Dispositivi Medici (DM), sviluppate per utilizzo in ambiente sanitario e non solo, per ridurre l’emissione di agenti infettivi da naso e bocca, quindi per evitare che chi le indossa contamini l’ambiente. A differenza dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) non hanno una adesione ermetica al viso, ma la loro capacità filtrante (almeno 95%) è BIDIREZIONALE. Le mascherine chirurgiche sono regolamentate da precise Norme Tecniche e possono essere di due tipi:TIPO I: filtrazione batterica (BFE) > 95%, ed un indice di respirabilità <40 Pa/cm2.
TIPO II: filtrazione batterica (BFE) >98%, ed un indice di respirabilità <40 Pa/cm2.
E’ consigliabile sostituire le mascherine chirurgiche monouso dopo un utilizzo continuativo di 4/5 ore. Le mascherine vanno poi smaltite nella raccolta indifferenziata.
Infine le mascherine chirurgiche di tipo I, II, IIR (che aggiungono una resistenza agli spruzzi liquidi)
possono essere prodotte solo da aziende conformi a determinate Direttive e Norme. Le aziende produttrici di mascherine chirurgiche, che già sono specializzate nella produzione di altri dispositivi medici, non solo sono conformi a tali norme ma in più operano con un sistema di qualità sicuramente più stringente e coerente con la norma EN13485, offrendo così maggiori standard qualitativi.

MASCHERINE FFP1/FFP2/FFP3

sono dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale). I DPI sono regolamentati da precisi Regolamenti e Decreti, e la loro capacità di filtrazione (PFE) dipende dal tipo:
FFP1>80%, FFP2>94%, FFP3>98%.
In particolare le FFP2 e FFP3 nascono principalmente per operatori esposti ad ambienti con una elevata quantità di particelle contaminanti, quindi nello specifico sono indicate solo per chi opera in ambienti sicuramente infetti da virus o a diretto contatto con persone affette da Covid-19. Attualmente infatti sono in uso principalmente in ambiente ospedaliero e assistenziale, in particolare nei reparti Covid.

ALTRI TIPI DI MASCHERINE

data l’emergenza sono in commercio altri tipi di mascherine, le più diffuse sono le cosiddette Mascherine di comunità (mascherine monouso o lavabili) cioè mascherine che tipicamente non rientrano nella categoria dei DM e dei DPI: non possono essere utilizzate in ambiente ospedaliero o assistenziale e la mancanza di normativa sul trattamento di lavaggio/disinfezione può esporre a rischi superiori rispetto ad una mascherina chirurgica monouso.


Un consiglio direttamente da uno dei produttori italiani di mascherine chirurgiche certificate: la THD Spa

PRESTARE ATTENZIONE ALL’ODORE
Sul sito del Ministero della Salute in merito al rischio chimico è riportato:”…Tutto quello che ha un odore percepibile è segnale della presenza di una sostanza chimica; si tratta di sostanze volatili, indice di cattive pratiche industriali o di successiva contaminazione…”.
Le mascherine THD sono INODORE e prive di agenti contaminanti perché prodotte in atmosfera controllata.

Fonte dei testi: sito ufficiale THDfacemask.com